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Da Dismaland a Dismal Aid, Banksy colpisce ancora con un progetto umanitario

Dismal Aid: una promessa mantenuta

dismal aid_logoL’aveva annunciato e lo ha fatto. Con la conclusione di Dismaland, Banksy aveva rivolto la sua attenzione alla crisi dei migranti, che in migliaia si accampano nei dintorni di Calais attendendo di poter attraversare il Canale della Manica per raggiungere la Gran Bretagna.

L’accampamento più importante in terra francese, abusivo, illegale e del tutto inadatto, è informalmente denominato Calais Jungle: tollerato dalla polizia per l’evidente incapacità delle autorità nel gestire l’emergenza.

Come atto di solidarietà concreta Banksy e la sua crew, hanno attraversato in senso inverso il Canale della Manica, portando con loro tutte le strutture smantellate da Dismaland, e riutilizzando i materiali per creare strutture più solide e accoglienti a Calais Jungle. L’iniziativa è stata chiamata Dismal Aid.

La vera ironia, che Banksy non manca di sottolineare, è che quelle stesse strutture, a poche decine di chilometri di distanza, sono state in grado di generare milioni di euro, e ora servono come rifugio per gli ultimi. Come a dire, pensavate di pagare il biglietto per vedere un parco dei divertimenti, ma stavate pagando l’accoglienza per un rifugiato.

Il foto racconto che segue, che documenta sia il viaggio verso Calais Jungle, che le condizioni di vita prima e dopo Dismal Aid,  è tratto dal sito di Banksy.

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Già che c’era Banksy ha anche lasciato qualche ricordino a Calais.

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