La storia delle sorelle Van Gogh getta una nuova luce sulle vicende del celebre Vincent

Vincent Van Gogh non era l’unico in famiglia ad avere problemi di salute mentale: 17 sue opere furono vendute per pagare le cure psichiche alla sorella

Tutti noi siamo a conoscenza dei problemi di salute mentali che il pittore Vincent van Gogh ha dovuto affrontare nella sua vita. Uno degli eventi più famosi riguarda l’atto di autolesionismo che fece in un momento di follia. Ci sono diverse ipotesi riguardo a questo evento, avvenuto nel 1888: per alcuni studiosi fu in seguito a un litigio con l’amico e pittore Paul Gauguin, mentre per altri fu la scoperta del matrimonio del fratello, che fino ad allora lo aveva aiutato economicamente.

Recentemente, però, si sono aggiunte nuove informazioni sulla famiglia del pittore, grazie al libro The Van Gogh Sisters, scritto da Willem-Jan Verliden, storico dell’arte, uscito da poco.

Si tratta di una biografia particolare, perché non ha per protagonista Vincent van Gogh, ma le tre sorelle, Ana, Lies e Wil van Gogh, donne che, fino a oggi, non sono state considerate dai ricercatori e dagli storici dell’arte.

Grazie all’accesso agli scambi epistolari tra le tre sorelle (custodite negli archivi del Van Gogh Museum e fino a oggi mai tradotte), l’autore riesce a ricreare il rapporto tra le sorelle, in un periodo storico in cui le prime istanze femministe stavano nascendo.

Oltre all’aspetto sociologico, il libro entra nell’intimità della vita delle tre, e ci fa scoprire che Vincent non era l’unico membro della famiglia a soffrire di problemi psichiatrici. Se il pittore ha passato oltre quattro anni in diversi ospedali prima di uccidersi, la sorella Wil è stata ricoverata in un manicomio per oltre 40 anni, creando grandi preoccupazioni alle altre sorelle.

Non si trattava di preoccupazioni solo relative allo stato di salute, ma anche economiche, riguardanti le spese mediche da affrontare.

L’autore del libro afferma che Vincent è riuscito in qualche modo a mantenere le sorelle, anche dopo la sua morte. L’artista morì il 29 luglio 1890, e la sua scomparsa avvenne proprio agli inizi della scoperta da parte del grande pubblico. Nel giro di qualche anno dopo la sua morte, Van Gogh passa dall’essere quasi sconosciuto a diventare uno degli artisti più ricercati, e quindi costosi.

Una delle sorelle decide quindi di vendere 17 tra le opere del fratello, e ha usato il ricavato per pagare il costo del ricovero della sorella Wil. Stando alla ricostruzione di Verliden, le varie opere sono state vendute man mano nel corso degli anni, quando capitava loro di aver bisogno di liquidità. In questo modo le sorelle avrebbero sfruttato la crescente popolarità dei quadri del fratello.